lunedì 16 giugno 2014

Fare tardi tre sere consecutive non mi fa bene alla salute.
 
Tutto è cominciato mercoledì scorso.
Dopo una giornata a rincorrere quotidiani svolazzanti e pagine di giornale ritagliate e spedite sinteticamente.
Vestirmi da geisha per una serata vagabonda e milanese.
Scimmie!
Abbandonare la macchina a quasi tre chilometri di distanza e dovermi attraversare a piedi vari quartieri.
Bestemmiare contro i sampietrini, ma appena arrivata a destinazione sentire gridare il mio nome da quattro scalmanati che mi piombano addosso ridendo festosi mi ripaga di tutto.
Anche il barista-pazzo mi sfotte per il mio soprannome. Ma va bene così.
Il live che sta per cominciare, il mojito da litro, il tavolino ammaccato, il cesso senza luce, le chiamate-perse-su-telefono-dispettoso, Pepe e la sigaretta “incendiaria”, l’odore di bruciato, la ‘lima’ o la ‘rima’ o comunque si dica, i messaggi NewYorkesi, il vestito con lo spacco.
Mi fate stare bene.
Un tizio spuntato dal niente mi artiglia il braccio e vuole sapere il significato del mio tattoo, ma la frase lo spaventa a tal punto che batte subito in ritirata e sparisce nei rumori della notte milanese.
Ci sediamo fuori, sui tavolini davanti al naviglio, e sono finalmente abbastanza ubriaca per affrontare l’argomento:
“senti C., diciamo che ci sia una persona che non è che mi piaccia, però magari non mi sta neanche così antipatico… e diciamo che tu lo conosci…”
… La sue risposta “secondo me, no” mi spalanca un mondo, che forse sta solo nella mia testa.
“oh, però sai che scena?? Alle 2 di notte, telefonargli mentre sta dormendo, e chiedergli: senti *****, ma tu, per caso sei fidanzato??”
Grazie C. solo tu sai farmi ridere così!
È tardi, ed è ora di tornare a casa.
Percorso inverso, affrontato con l’impavida spavalderia di un esploratore.
Scarpe in mano e sigaretta tra i polpastrelli attraversare mezza Milano a piedi scalzi.
Una tipa ubriaca mi indica la strada e mi racconta di quella volta che ha conosciuto DavidBowie (anche se ci tiene a specificare che il suo cantante preferito è Prince). Le offro una sigaretta e proseguo.
Deviazioni impreviste e poi finalmente piombo di schianto nel letto.
Off.
Venerdì sera la festa di Reggiolo mi fa dare il meglio di me.
Stanchissima ma felice, con un Gin-lemon in mano passeggio nel prato con i miei stivali bassi e un sorrisone da paracula stampato in faccia.
So di essere a casa. So di essere intoccabile.
I mercatini e l’acquisto di lampade.
J. sul palco ipnotizza tutti con i suoi occhi di dolcissima tigre.
Seduta sulla transenna mi lascio cullare dalla musica, e dall’alcol, strafottente e divertita.
Strafatta di buone vibrazioni.
La serata estiva.   
I grilli che cantano in sottofondo.
Tutto molto bello, almeno fino a che un muro di acqua si abbatte sulle nostre teste e ci costringe a battere in ritirata.
Corro. Corro senza neanche guardare dove sto andando.
Prego solo che la mia bussola mentale non abbia staccato la spina proprio stasera e che mi guidi nel punto esatto dove ho lasciato la macchina.
Corro, scivolo sull’erba bagnata, corro ancora, arranco sotto la pioggia torrenziale, fango ovunque, il parcheggio è ormai un poccio indistinto, schiaccio il pulsante sulle chiavi all’impazzata, in lontananza quattro frecce arancioni si illuminano, rischio di farmi investire, raggiungo la macchina, sbando, mi aggrappo allo sportello e finalmente mi ci chiudo dentro, al riparo.
Resterò così, fradicia dentro alla macchina per quasi un’ora. C’è anche il tempo per un sonnellino. Con il telefono scarico. Tagliata fuori dal mondo.
Da quanto tempo non mi capitava di dormire in macchina?
Non importa… Rock is an attitude.


lunedì 19 maggio 2014


 
Mercato dell’immaginazione di Gonzaga.
Ritrovarmi con quelli che per me sono i miei fratelli, dentro ad un castello, in una serata di inizio estate… non so davvero cos’altro potrei chiedere.
E prendere la rincorsa è solo un esercizio di stile.
E gli abbracci sono quelli da telefilm americano per ragazzini.
Ma non ci frega niente e va bene così.

mercoledì 14 maggio 2014



 



Io sono la principessa matta che manca nelle favole, quella che pianterebbe in asso il Principe Azzurro per lo sguattero del castello. (Cit.)

io sono quella con lo smalto sbeccato,
quella con la sigaretta perennemente tra i polpastrelli,
quella che non imparerà mai a camminare bene sui tacchi,
quella che rientra a notte fonda, si inciampa sullo zerbino e ruzzola dalle scale,
quella che piuttosto di una borsetta da passeggio, preferisce portare con se uno zaino strapieno di vita,
quella con i Pantera perennemente nel lettore della macchina,
quella imperfetta,
quella sbagliata.
è tutto vero.
ma poi.
ma poi succede di incrociare altre vite come la mia.
magari sul portone di un locale milanese. bisunto e malfamato.
io che entravo e loro che uscivano.
e grandi abbracci ed è da un po' che non ci si vede
e a te lo posso dire perché tu fai parte del gruppo (e adesso capite cosa intendo quando dico che mi sento a casa?)
e lo scambio di messaggi che sigillano l'alleanza sul filo dell'asse geografico milano-ferrara,
le distanze non sono un problema, di sicuro non per noi,
e andiamo a prenderci un caffè, vieni con noi vero?
la pasticceria difettosa,
il caffè 'basso',
"lo vuoi un BISCOTTO??"
e rotolarsi dalle risate sul marciapiede fregandosene di quanti cani ci abbiano pisciato dall'ultima volta che ha piovuto, su questo rozzo rettangolo di asfalto,
e allora tutti i miei difetti, non sembrano più imprecisioni ma marchi di fabbrica,
o note distintive della mia unicità,
e la vostra forza diventa anche un po' la mia,
e la mia è anche vostra,
e allora anche su questa serata fredda e semideserta possiamo riderci su,
ed è un traffico illecito di energie buone,
perché avete proprio il dono di farmi sentire così.
Grazie anche di questo.

lunedì 28 aprile 2014

 
un weekend fuori dalle righe.
Tre giorni ad altissima velocità.
Un venerdì festivo, di frenetica pigrizia, le nostre corse, le mie tradizioni.
Sabato mattina gironzolando. Tra la colazione e la libreria (questa è una di quelle abitudini che non perderò mai). 
Gli incontri conditi di sorrisoni smaglianti, i miei modi di dire, tutti i miei pensieri che finiranno in un messaggio folle un paio di giorni più tardi.
Partire al primo pomeriggio.
Guidare sotto a un diluvio feroce.
Non sapevo che sulla Cisa ci fosse uno stabilimento della Barilla, dall'aspetto identico a quello che si vede poco prima di Parma, ma che ha un profumo di brioche e biscotti da stordire i sensi.
Dunque Banderas e la gallina Rosita lavorano lì??
La pausa-caffé.
Litigare con lo spacco della gonna per mezzora fuori dalla porta del cesso dell'autogrill.
Una tipa che passa mi guarda malissimo.
Spiacente, non sarò mai una perfettina, ho sempre lo smalto sbeccato e la sigaretta tra i polpastrelli.
Sempre femminile come un camionista.
Proseguire.
Ancora un'ora di autostrada.
Il cielo che si squarcia, il paesaggio toscano, la campagna a perdita d'occhio, il fresco umido dell'ambiente, non avevo mai visitato un frantoio, location impagabile per un live, il concerto, i palloncini più belli mai visti, un po' di chiacchiere e programmi, una mano sul viso, il viaggio di rientro, c'è ancora tempo per un bicchiere di latte in autogrill e le chiacchiere con il barista più simpatico di sempre, caramelle alla fragola, freccia-a-destra, freno, frizione, casello autostradale, casa, letto. Off.
Domenica. Hanno messo brutto tempo per oggi e in effetti sembra un po' autunno. I messaggi con la mia socia e un incontro inaspettato al bar. Io faccio colazione e tu invece ti bevi un bianco, va bene così. Il tempo per stirarmi la criniera come un gatto che si liscia il pelo, e poi via.
5 minuti di strada da casa mia e ci siamo.
Parcheggio-capannone-andata-e-ritorno-pioggia-chissenefrega-io-no-di-sicuro.
Il cortile di una casa,
gli ombrelloni,
Rocco di una simpatia inarrestabile,
facce note,
l'arrivo del mio batterista preferito e i nostri discorsi,
limoncello alle 4 di pomeriggio?? noi si, grazie.
la postazione-contro-muro-umidiccio-di-pioggia.
anche il bagno è rock (molto)
la birra è solo da mezzolitro. me ne prenderò poi due...
la pioggia che mi annacqua il bicchiere
perdere un anello e ritrovarlo poco dopo (grazie baby!)
il gazebo è nostro amico.
I capelli se prendono la pioggia diventano 'ruffi'. Poi divento... te!
Una nuova parola nel mio vocabolario. Yeah!
Musica-musica-musica.
saltello, applaudo, canto... insomma, me lo voglio godere al 100%
poi c'è ancora tempo per qualche nuova conoscenza
una bionda adorabile e sento già che voglio esserle amica
mi piace conoscere persone come te!
abbiamo sete ma io so dove hanno l'acqua... seguimi!
gli ultimi saluti, forse vorrei dire di più, ma forse meglio di no.
Rientro a casa e mi gira parecchio la testa.
Il tempo di crollare sul divano per un paio d'ore e poi si riparte.
Altro-giro-altro-autogrill.
Latte macchiato come se non ci fosse un domani.
è ora di tornare alla realtà, non prima di aver trafitto un po' di emozioni per inchiodarle al display del telefono.
... Anche questo è rock.

venerdì 18 aprile 2014




1 - weekend di pasqua.
Considerazioni & istruzioni per l'uso:
Tutti gli anni i w-end di Pasqua mi spaventano a morte.
Mi succede sempre di tutto.
Tutti gli anni mi capita qualcosa.
A volte cose belle, altre volte momenti brutti.
Ho imparato a essere molto diffidente verso questo periodo dell'anno.

2 - Ho promesso alla mia sister di insegnarle a cucinare qualche dolce.
Perché sono mediamente imbranata in cucina, ma con i dolci vado forte.
Carlo Cracco comincia a tremare.

3 - Vedo uova ovunque,
dovunque,
UOVunque.
E io sono intollerante al cioccolato.
#MondoCrudele 

#IHateChocolate


4 - Nell'uovo che NON posso mangiare per i motivi di cui sopra, vorrei trovare il candelabro di cui mi sono perdutamente innamorata dopo averlo visto nella vetrina di un negozietto minuscolo qui vicino. Perché ho un debole per le candele.

5 - Oggi sento che potrei anche prostituirmi in cambio di un antistaminico.
#QuantiStarnuti
#RaffreddoreAllergico
#PollineAGoGo


6 - il profumo del primo taglio del fieno.
è una cosa che adoro.
ma al tempo stesso mi rovescia emotivamente.
molti dicono di intristirsi con l'arrivo dell'autunno.
per me al contrario, fa questo effetto la primavera.
#SmellsLikeGrassField 

... c'è altro??

lunedì 14 aprile 2014

 

 






Se la mia vita stessa tutta dentro a un weekend sarebbe quello appena trascorso.
Ribelle.
Sregolato.
Rock.
Rilassato.
Licenzioso.
Viziato.
Libero.
Maniaco.
Esagerato.
Peccaminoso.
Imperfetto.
Vero.
... Purissimo.
Una serata solo nostra, il gioco-della-serata, i messaggi, la voglia di rivedersi.
Difficile da capire.
Il buio.
Un paio di candele.
Una mano che mi coccola i capelli.
Quello sguardo.
Braccia pericolose.
Resa incondizionata.
Io.
Tu.
Ci piace giocare pesante.
Ma tra noi non sarà mai per gioco.
Si fotta tutto il resto.
La notte la chiudiamo fuori.
Tanto un pezzetto di buio lo portiamo sempre nel cuore.
Inutile parlare.
Le unghie che affondano in un territorio conosciuto.
Come un gatto sornione che conosce la strada di casa.
Venerdì è la serata inaspettata.
Mi piace provare esperienze nuove.
Assaggiare cose nuove.
E mi piacciono i gusti forti.
E così venerdì ho provato la mia prima 'birra-acida'.
Che è tipo una delle cose più buone mai provate.
Lambiek Boon.
D'ora in poi so che sapore ha la birra acida.
... e ancora.
Il barista che mi dice "chiudi gli occhi e distendi la mano... ti do una cosa... poi metti in bocca e butta giù."
Praticamente un invito a nozze.
Chiudo gli occhi ubbidiente.
Aspetto con impazienza con la mano aperta.
Qualcosa di freddo contro il mio palmo.
La consistenza gelatinosa e soffice.
Il sapore alcolico mi scende in gola con arroganza.
Qualcosa di dolce.
Frugo nella memoria e capisco.
è una caramella gommosa imbevuta nel rum.
Zucchero-dipendenza.
La purezza delle prime volte.
J. che mi prende per un braccio e mi trascina fuori per svelarmi un segreto.
E lì, nel mezzo della campagna, io, lei e i suoi tacchi alti, con il fieno che mi balla intorno alle caviglie, accosto il telefono all'orecchio e mi ascolto il suo gospel.
Meraviglia pura.
E ancora.
Vecchi ricordi.
Just for Fun!
Sabato si torna a casa con prepotenza.
Ogni volta che vado al FuoriOrario mi perdo completamente in mezzo ai capannoni, tipo rally industriale, e la stizza mi fa innervosire, ma poi la serata mi ripaga di tutto.
Come al solito.
Dalla passerella sospesa osservo quel formicaio scatenato appena sotto ai nostri piedi.
Gli abbracci più veri da cullarcisi dentro.
Il mio territorio incontaminato.
Una terra di appartenenza.
Domenica c'è ancora tempo per una passeggiata e una bevuta al sapore di fragola.
La promessa di rivedersi presto spazza via la malinconia.
... Non ho proprio voglia di tornare a Milano.

giovedì 27 marzo 2014





Pensieri random dalle ultime settimane. Così, per dire:

1) Il tatuaggio con il simbolo dell'infinito, all'interno del polso o su una falange, tra un po' se lo fa anche mia nonna (che ha 97 anni).

2) Quello tra gli ingegneri e la matematica è un amore non corrisposto. Fatevene una ragione.

3) Mi hanno spiegato che la noce moscata non è altro che il nòcciolo interno di un frutto, ma in grandi quantità può avere effetti allucinogeni. Quindi direi che io sto già a posto di mio, al naturale. Grazie lo stesso.

4) Come si chiama in natura quella forza potentissima che attrae tutti i miei piercing smarriti sotto il sedile della mia macchina?? Qualcuno l'ha mai studiata, che so, in qualche libro di fisica?
#MammaMiaQuantiNePerdo
#IlParadisoDegliOrecchiniSpaiati


5) Ogni tanto io e il mio capo ci concediamo una cena solo per noi. Diciamo a tutti che è "un impegno di lavoro", ma in realtà ce ne andiamo a cena solo io e lui. Già. Il problema è che siamo solo in due ma mangiamo come se fossimo otto muratori egiziani dopo una giornata in cantiere.

6) Prima di mettersi ai fornelli, bisogna sapere che si dice "scocciare" le uova. Non "rompere". è una cosa fondamentale.
#iFornelliQuestiSconosciuti
#HoFameDiOmelette


7) ... É che non riesco a trovare la strada giusta se prima non provo tutte quelle sbagliate.
#SguardoFissoETestaDura


8) La mia collega é serenamente convinta che "Hey Ho Let's Go" sia il nuovo singolo di Pitbull.
... DeeDee si sta girando nella tomba.

9) Quando dico che "non mi interessa", a volte non mi interessa davvero, altre volte invece sì. Tutto chiaro, vero?

venerdì 28 febbraio 2014





V per vendetta.
Non ho mai creduto alla favola che la vendetta è un piatto che si serve freddo.
Non c'è soddisfazione.
Non per me almeno.
Quando qualcosa mi fa arrabbiare, mi fa infuriare davvero,
quando qualcosa mi offende, devo dare libero sfogo alla mia ira.
Subito, non posso aspettare.
Non credo alle vendette calcolate,
sedimentate,
sopite,
lasciate languire,
per anni.
è come dare un pugno al rallentatore.
o buttare acqua su un incendio già spento.
Dov'è il fuoco?
Dov'è la rabbia??
Chi cazzo ha rubato il mio accendino per dare fuoco a tutta la mia emotività repressa??
Un piatto freddo non mi riesce a saziare,
sono una carnivora emozionale,
devo piantarci i denti e veder scorrere il sangue,
se ho voglia mangiare vegetariano vuol dire che la mia ira si è placata, e allora non è più vendetta.
Che piacere può dare una vendetta fredda come un piatto avanzato dalla sera prima?
Tanto vale gettare la spugna e anche il secchio.
Non posso aspettare che la febbre della mia ira scenda.
Il termometro sale ma è la mia voglia di vendetta che va a fuoco.

venerdì 21 febbraio 2014


Non credo agli oroscopi e non mi piace pensare che il destino esista.
Ma se quella sera qualcuno, guardando dentro la sfera di cristallo, mi avesse rivelato il futuro,
raccontandomi anche solo metà delle cose che sono accadute,
non ci avrei creduto.
Lo avrei chiamato pazzo e me ne sarei andata.
e invece...
e invece in questi anni è accaduto di tutto.
tanta acqua che è passata sotto i ponti,
tante cose che cambiano,
mille difficoltà,
storie,
panchine predestinate,
intrecci complicati,
serate instabili,
rientri barcollanti,
vedersi sempre con i minuti contati,
traslochi... tanti!
avventure,
bellezza impavida,
capitoli imperfetti, forse splendidi proprio per questo,
coincidenze magiche e indubbiamente fortunate,
adunate di pensieri messi nero su bianco, su biglietti stropicciati,
divisioni che uniscono - sembra un gioco di parole ma non lo è,
regressi indispensabili,
prendere la rincorsa non è mai facile,
colazioni violente e agrumi nauseanti,
quante chiacchiere di fronte a quegli scalini,
fiori di carta e telefoni senza campo,
... e tu che mi leggi nel pensiero. Sempre.
Ieri quando mi è suonato il telefono, beh... ho capito subito.
e ho distrutto il trucco smokey eyes in pochi minuti.
Ti voglio bene.
E non vedo l'ora di veder crescere il tuo pancione amica mia.

lunedì 10 febbraio 2014



La mia parola d'ordine per questo weekend è stata 'feeling like home'.
Tutto è cominciato in un venerdì come tanti, rientrando alla base dopo il lavoro.
L'autostrada e la musica. Pioggia battente e pensieri.
Arrivare a casa abbastanza presto, e uscire per fare merenda.
Il mio solito bar, con il solito bancone, il mio solito latte macchiato, seduta sul solito sgabello.
Il buio fuori.
Rientrare e trovare il tempo per crollare dieci minuti nel letto.
Rintanata sotto una coperta di ciniglia, abbandonare le ultime resistenze e cedere al sonno
Too cozy.
Svegliarsi di soprassalto, fottutamente in ritardo.
Poco tempo, mascara a go-go e matita nera come se non ci fosse un domani. Pronta per uscire.
Dieci minuti di strada e il parcheggio improvvisato sul piazzale del supermercato, il biglietto e siamo pronti.
Il Vox mi piace sempre tanto.
Riabbracciare la principessa bionda.
Le nostre chiacchiere.
Tutto intorno a noi è impazienza e rullo di tamburi.
Non ce ne accorgiamo.
O almeno fino a che la musica parte.
Ok, ci siamo.
Giù a rotta di collo.
Feeling like home.
E poi quella canzone.
Quella canzone mi farà sempre questo effetto.
Siamo fatti per insistere.
Non esiste nel mondo un altro posto dove mi sento così tanto 'a casa'.
Nel dopo-concerto, i camerini sotterranei del Vox sono caldi.
Ruvidi ma accoglienti come la pancia della balena. e noi siamo la bizzarra famiglia che vi abita.
Qualcuno racconta qualcosa, si beve, si chiacchiera, abbracci, ma a volte non c'è neanche il bisogno di parlare.
Le sigarette, i drink, le confessioni, le orecchie ignoranti, i miei stivali, la tua maglietta, i suoi tacchi alti, il grande raccordo Rubierese, le pizze senza glutine, la mia prima volta con il Gin-Lemon che giuro che non l'avevo mai assaggiato prima, gli appuntamenti mancati machissenefrega, l'Ikea, i racconti disgustosi che neanche in un film dell'orrore, i bagni devastati, il mio chiodo, l'indirizzo della borsa, tutti i nostri errori sono comunque belli, l'ombretto color ciclamino. Tanti progetti.
Uscendo c'è solo il tempo per gli ultimi abbracci, la promessa strappata di rivedersi presto.
Non sarà difficile mantenerla.

martedì 28 gennaio 2014

 
Amo fare sempre esperienze nuove.
Mi piace considerarmi pioniera nella mia vita.
Mi vanto di non dire mai "non mi piace" senza aver provato prima.
E così, quando si presenta l'opportunità, sono sempre quella entusiasta, quella che vuole sperimentare, provare, rischiare di cadere, magari anche di farmi male.
Avventurosa come un corsaro dei sette mari, solo un po' più rock e fashion.
Succede spesso ultimamente.
Voglio riempire la mia valigia di tante esperienze.
Perché le persone che hanno sulle spalle un bagaglio bello pesante sono quelle più interessanti.
Hanno tante storie da raccontare.
Che si tratti di viaggi, lifestyle, musica, film, eventi, cibo.
Poco importa.
E così mi è capitato recentemente di assaggiare nuove immagini, e musica fuori dagli schemi.
Suonata tra il lavello di cucina e il divano di un piccolo loft, o in un soggiorno stipato di gente, tra lampadari messi gravemente a repentaglio e furgoni che diventano teatro di acrobazie circensi.
Guardare con occhi nuovi di zecca, assaggiare nuove esperienze.
Circostanze mai sperimentate.
Godere di quella sensazione di unicità, di avanguardia.
Sono sempre stata così.. curiosa?
No, non credo proprio.
Non voglio voltarmi indietro.
La cosa affascinante è che le grandi esperienze non hanno difetti, sbavature, margini slabbrati.
Quando ti senti parte di una cosa così nuova, tutto appare luccicante.
Essere esattamente, precisamente, nel posto giusto.
Una sorta di consumata puntualità dettata dal fato.
Come in un film visto attraverso la pellicola trasparente dell' Entact.
Non importa che il tuo sogno abbia come location il cesso di dubbia igiene di un qualunque pub dell'interland della più triste periferia, 
o un parcheggio zeppo di sigarette che disegnano costellazioni sull'asfalto piovigginoso, 
o che abbia l'aroma tipica di un bouquet di chewingum, philips-morris e patate fritte straunte alle 5 del mattino.
Stai vivendo un'esperienza irripetibile.
E lo sai.
 

martedì 31 dicembre 2013

 

 
… lista di #BuoniPropositi per il 2014:
1. Trovare una soluzione all’annosa questione della stagnola del pacchetto delle sigarette che infesta tutte le mie borse. (cit.sarinski)
2. Essere un po’ meno scaricatore di porto (o perlomeno dire parolacce più creative e fantasiose)
3. Provare a mettermi il mascara tenendo la bocca chiusa. (cit.sarinski)
4. Smettere di seminare ciarpame vario sotto i sedi...li della mia macchina, perché il Paradiso-degli-orecchini-spaiati mi sta diventando troppo affollato.
5. Tenermi alla larga dai negozi di stivali. Basta. Stop. Finished. Nada. #GattaConGliStivali
6. Vestirmi un po' meno di nero che ormai il mio armadio sembra quello di Morticia Addams #NonCiCredeNessuno #SempreLaSolita
7. Dormire un numero di ore per notte che almeno si avvicini al minimo sindacale. #SempreSveglia #CoffeeAddicted
8. Imparare finalmente a mettere le stringhe alle Converse. #NonPossoVivereSenza
9. Leggere più libri (unico proposito serio di questa lista allegramente coglioncella)
… Buon 2014 a tutti!

lunedì 4 novembre 2013





che strano weekend quello appena passato.
partito male ma migliorato con il passare delle ore.
con il parcheggio di ritorno,
con il primo mojito che sa di acqua e il secondo che taglia le gambe,
la Mel, che mi sembra di conoscerla da sempre e le risate con lei hanno il sapore di lunga amicizia,
l'incredulità e la voglia di divertimento,
il buttafuori ubriaco-in-vetro,
l'incognita del sampietrino,
i loro abbracci,
i tuoi "mi sembrava impossibile che",
i miei traballanti entusiasmi.
i divani,
la poltrona accogliente,
la botta (dis)organizzata,
i lividi affettuosi,
lo sbrago post-mojito, post-concerto e post altro ancora,
i passaggi,
la collezione di bigiotteria,
i film raccontati ma mai visti,
le innumerevoli sigarette che si chiamano tutte "ancora una e poi vado a casa..."
la sensazione di essere a casa.
come in pochi altri posti nel mondo.
... Feel good!

lunedì 28 ottobre 2013





 

considerazioni random dell'ultima settimana:

1] Se sputtanare i testi delle canzoni cambiando le parole con senso compiuto fosse una disciplina sportiva io sarei campionessa olimpica.
Stamattina cantavo i Negrita "... no victoria ma HAVANA gloria..."
Rum-addicted. Drink Havana Rum Ever.

2] Ma questa mania per gli abitini a sottoveste con cui mi sono fissata nelle ultime settimane, ha un nome?
Esiste una cura??
Abitini a sottoveste e camicie scozzesi.
E stivali a go-go.
Temo che da un momento all'altro potrebbe saltare fuori dal mio armadio Courtney Love.

Arrabbiatissima come solo lei sa essere.

3] il mio Karma sta tentando di dirmi qualcosa, ne sono quasi sicura,
ma non parla la mia lingua,
o forse ho il volume dell'iPod troppo alto, non so,
fatto sta che non ho capito un cazzo.
Caro Karma, quello che vuoi dirmi scrivilo in una canzone dei Pantera,
ti assicuro che avrai tutta la mia attenzione.

4] dopo anni che lavoro in mezzo ai bergamaschi, nel mio curriculum vitae, tra le "Competenze linguistiche" vorrei aggiungere anche:
Bergamasco delle valli - certificazione Toefl

Sento di averne pieno diritto.

5] La teoria del bosone di Higgs spiegata dalla 'gazzetta dello sport' è una cosa surreale, un po' come comprare i preservativi nel negozio di HelloKitty.

6] ci sono pochi posti mi fanno sentire 'a casa' come un concerto.
di quelli che piacciono a me, si intende.
il buio complice della sala quando le luci si abbassano,
conoscere più o meno tutti,
sentirmi a mio agio come una gatta nera in una notte di luna piena...
Home sweet home!

7] tra un paio di settimane il mio nuovo progetto prenderà forma.
e colore.
anzi, "non colore".
non vedo l'ora.

lunedì 21 ottobre 2013







arrivare tardissimo, ma essere finalmente a casa dopo due interminabili settimane milanesi.
la colazione del sabato mattina e il caffè-latte con l'aggiunta di miele.
parlare con la mia sister e sapere che qualsiasi cosa io abbia in testa lei riuscirà a leggermi nel pensiero.
i mercatini dell'usato,
fermarsi a parlare con persone mai viste, improvvisarsi curiosi osservatori.
un fondamentale acquisto di "conigli vintage" (e grande soddisfazione!)
la merenda al bar.
usare una semplice sottoveste come se fosse un vestitino.
guidare in mezzo ai campi a notte fonda (non esiste al mondo cosa più bella che guidare in aperta campagna, con l'autoradio al massimo. in qualsiasi stagione.)
incontri inaspettati.
felicissima di riabbracciare J. che porta i tacchi alti anche in mezzo a uno sterrato pieno di fango che neanche un rally fuoripista... in tutto il mondo solo tu ci riesci baby!
vino rosso, mazzi di chiavi che giocano a nascondino, musica, i saluti riferiti, bicchieri ballerini, qualcosa in fondo al mio stomaco rabbrividisce, ma è giusto un attimo, anfibi borchiati e fangosi, la voglia di dire tutto, la curiosità fa sempre da padrona, l'inaspettata comodità del moschettone da montagna, le cose intuite, il timbro sulla mano,
una serata in un posto così sperduto che hai davvero l'illusione di essere fuori dal mondo, l'umidità notturna dell'erba nel parcheggio.
svegliarsi rincoglioniti, con gli occhi a procione e il cuscino tipo 'dalmata',
specchio-specchio-delle-mie-brame-chi-ha-più-schegge-di-vetro-in-tutto-il-reame??
una domenica pigra,
la pioggia battente contro i vetri e gli scuri di legno,
i viali scricchiolanti di foglie autunnali,
il colore del paesaggio di ottobre, l'odore della nebbia,
a volte le cose più semplici sono anche le più raffinate.
ma solo occhi allenati riescono ad accorgersene.

mercoledì 16 ottobre 2013





Se questo post avesse un titolo sarebbe: il mio Ipod ha le tette.
Nei weekend mi piace fare jogging.
Correre fino a sfondarmi i polmoni per la stanchezza. Esagerare.
La musica del mio fedele ipod mi fa compagnia e mi da il ritmo giusto.
C’é tutto un preciso studio antropo-fisio-logico dietro alla scelta della musica giusta per le corse pomeridiane e il running da week-end.

Perché se ascolti roba troppo potente ti porta a scegliere un ritmo troppo veloce.
Mettiamo per esempio che tu scelga i SimplePlan e i Foo Fighters.

Quasi sicuramente ti ritroverai agonizzante sullo zerbino di casa come un doberman con l’asma.

Al contrario, una colonna sonora troppo melodica non ti spinge a tirare e stancarti come dovresti.
Devi trovare una giusta via di mezzo.

Va detto inoltre che nell’allenamento aiuta molto scegliere canzoni che ti rimandano nella testa un’immagine molto sexy. O per l’aspetto e il look dell’artista che le canta, o per il testo della canzone.
Perché é più motivante.Per esempio se ti ascolti Rihanna, o Cher, oppure Joe Cocker e la sua ‘you can leave your hat on’ quasi sicuramente sentirai metà della fatica.

Negli anni ho definito quella che é per me la soundtrack perfetta per il running.E mi sono accorta con disappunto che si tratta quasi esclusivamente di cantanti o band femminili:
Courtney Love e le Hole,
Christina Aguilera,
Sheryl Crow,
Joan Jett & the Blackhearts,
Natalie Imbruglia,
Cristina Martinez e le Boss Hog,
Shakira,
Avril Lavigne,
Fergie,
le T.a.T.u.,
Katy Perry,
Cher,
Pink, ecc.

Gli unici che portano i pantaloni nel mio ipod sono i Guns ‘n’ Roses, onnipresenti nella mia vita.Non so il perché.

Ma non posso fare a meno di interrogarmi sul motivo di questa inflazione di estrogeni.
Mi piacciono tantissime band maschili.
Amo la musica fatta dagli uomini e per gli uomini.E allora come mai quando vado a correre scelgo solo musica cantata da donne??
Il mio ipod ha le tette.
Il mio ipod ha bisogno di un’overdose di testosterone.

Colonna sonora: sheryl crow - run baby run

domenica 6 ottobre 2013



ne parlavo giorni fa con un mio amico (musicista):
ce ne sono tantissimi,
su tutti i canali televisivi,
sono la moda del momento,
li chiamano 'talent'
... ma esattamente di che talento stiamo parlando??!?
Emma, la Amoroso, MarcoCarta, Greta... a parte avere una vocina aggraziata, sono tutti prodotti preconfezionati.
asettici come il water della pubblicità del Viakal.
Finti.
Fasulli.
Plasticati.
Prodotti in serie.
Li prendono scegliendoli in mezzo a una mandria tipo mucche al pascolo,
gli fanno cantare una canzoncina melensa che in confronto sole-cuore-amore sembra un pezzo dei Nirvana (e comunque tutta roba scritta da altri),
gli mettono addosso una bella camicina,
un taglio di capelli 'trasgressivo',
gli cuciono addosso un personaggio,
magari un background con una storia lacrimevole, che fa più personaggio,
avvolgono il tutto nel cellophane e gridano al talento.
Mi rifiuto.
Preferisco mille volte andare a sentire un gruppo emergente, che magari ha ancora tanto da perfezionarsi, ma che canta storie vissute sulla propria pelle.
Ascoltare un prodotto preconfezionato non mi da nessun tipo di emozione, nessun piacere.
Non c'è affetto.
Almeno, io la penso così.

martedì 1 ottobre 2013



Ho pensato di stilare una breve lista di suggerimenti
(destinati alle ragazze, ma a pensarci bene sono assolutamente unisex)
abbinandoli a frasi di film celebri.

1) "ogni ragazza dovrebbe saper dare un pugno fatto bene."
(crossroads)

Verissimo.
é il genere di cosa che dovrebbero insegnare a scuola insieme ai principi della costituzione, alla storia dell'arte, e al fatto di saper usare i tamponi interni.

magari non vi servirà mai (ve lo auguro) ma in caso di necessità un minimo di autodifesa é necessario.
Nel caso in cui a qualche stronzo venga in mente di seguirvi fuori da un locale fino al parcheggio.
Voglio dire: adoro farmi mettere le mani addosso e essere spogliata, purché sia sempre mia la scelta.

un consiglio?? lasciate a casa lucidalabbra e french-manicure e investite qualche soldo nell'acquisto di un martello da carpentiere (da tenere nel vano portaoggetti dell'auto) e un tirapugni da borsetta.
Entrambe perfettamente legali, a volte possono tornare utili.
Il che ci porta direttamente al punto 2.

2) "Tu credi ancora alla favola che chi fa le arti marziali sa fare a botte. Lo sai che ci vuole per fare a botte? La cattiveria."
(come Dio comanda)

Un po' di cattiveria é necessaria.
é come il sale.
Senza il salato il dolce non sarebbe così dolce.
Non c'é niente che non si possa risolvere con il giusto atteggiamento aggressivo.
Tono di voce deciso, ben piantate su entrambe i piedi, gomiti piegati e aderenti al corpo.
Adesso avete tutta l'attenzione necessaria da parte del vostro interlocutore.

3) "non ti deve piacere tutto ma devi provare tutto."
(scelta d'amore)

Provo veramente pena per tutte quelle persone che dicono 'non mi piace' senza aver prima provato.
Nella musica, a letto, a tavola, nello sport, nella vita.
Se non ci provi non sai cosa ti perdi.

4) "Cosa ne sai tu! Cosa sai tu di cosa mangiano i Greci!"
('sergente LoRusso' - Mediterraneo)

Oggi parliamo di nutrizione. Cibo.
Vedo costantemente persone che spendono centinaia (o anche migliaia) di euro per vestirsi, per apparire alla moda, e poi mangiano le peggiori schifezze.
Perché tanti si curano tantissimo di quello che indossano fuori e così poco a quello che buttano dentro?
I cinesi dicono che 'siamo quello che mangiamo'.
Quindi sarebbe meglio adottare uno stile di vita sano per evitare di avere problemi di salute già a trent'anni.
Anche perché i dottori del mondo reale non sono per niente carini come il dott.Mark Sloan di Grey's Anatomy.

5) "- Ma non te la puoi gestire da sola?
- Ma cosa dici?? lo sai che da sola non mi gestisco niente! "
(I perfetti innamorati)

Aggiustare una tapparella o una serratura, controllare il livello dell'olio nella macchina, dipingere casa, saper montare un mobile dell'ikea sono cose che anche una gallina saprebbe fare. Non c'é dunque motivo perché non dobbiate esserne capaci voi.
E poi saper fare qualche lavoretto manuale da grande soddisfazione.
(e per aver messo 'lavoretto manuale' e 'soddisfazione' nella stessa frase google indirizzerà tutti i segaioli del pianeta sul mio blog. ne sono certa.)

6)  "- Cosa sei, la star della scuola?
 - Mi odiano.
 - Già, li rincontrerai tutti nel loro viaggio verso la mediocrità. " 
(Almost famous)

chiunque ti offenda non deve toccarti.
se il tuo insegnante ti dice che non vali un cazzo,
se a casa i tuoi parenti ti trattano come una ritardata,
se i vicini di casa dicono che sei brutta perché porti l'apparecchio per i denti.
bé probabilmente lo fanno perché hanno la vita sociale di uno stercorario.
compatiscili ma non perdonarli.
tutto ciò che ti ferisce dovrebbe renderti più forte, mai più debole.

7) "- Ok, forse siamo partite con il piede sbagliato.
- é tutto quello che hai bella mia. Due piedi sbagliati in un paio di scarpe di merda."
(Erin Brockovich)

Vestiti come piace a te, come ti fa sentire bene, e non come gli altri pensano sia giusto.
L'abito non fa il monaco. ma tu non sei un monaco.

8) Diamonds are a girl's best friend
(Marilyn Monroe)

Balle.
I migliori amici di una ragazza sono i gay.
Perché si intendono di moda, di pettegolezzi, di musica, vestiti e accessori, e se raccontando del vostro ex fidanzato parlate di lui citandolo come 'Mr.Big' i gay capiscono al volo.
Ecco, io voglio un amico del cuore come Anthony Marantino.

Con la speranza di esserVi stata utile, almeno un po',
Cordialmente
sempre vostra
Amber-from-the-block






venerdì 27 settembre 2013


Quando la volpe non arriva all'uva dice che è acerba.
Io invece quando non trovo nei negozi quello che desidero, me lo faccio da sola.
E' successo così con questo berretto di borchie visto sul blog di FashionToast e cercato (invano) per tutti i negozi della zona.
Alla fine ho comprato un anonimo cappello nero, una cascata di borchie metalliche a cono, mi sono armata di santa pazienza, e ho assemblato il tutto.
Risultato perfetto.
Per questo successo ringrazio infinitamente il mio spacciatore di borchie di fiducia, un tizio che ha un negozio a Milano, in zona navigli, squinternato quanto basta, e con una inquietante somiglianza con Lemmy Kilmister. Una roba che la prima volta che ho varcato la soglia del minuscolo negozietto pensavo che fosse lui in persona. (ovviamente avevo già sfoggiato la mia miglior espressione adorante!).
In generale mi piace costruire, o modificare qualcosa con le mie mani.
Personalizzare quello che mi metto addosso.
In fin dei conti é solo un gioco.
Ma é un bel gioco.
eccomi qua.
in tutti i miei 49 kili di sfrenato entusiasmo.
comodamente seduta a bordo palco.
Non so chi abbia scattato questa foto (ma un sospetto ce l'ho).
... quando una nasce rock...
#ThisIsMe #QuandoUnaNasceRock #ItsAllAboutMe


lunedì 9 settembre 2013

 








... mi piace vedere il bicchiere sempre tutto pieno.
perché mezzo pieno non può bastare.
a me di sicuro non basta.
e così anche se non ho avuto giorni di ferie guardo a questa estate ormai agli sgoccioli e penso che me la sono spassata comunque.
come sempre del resto.
sono fatta così.

Questo è stato l'ultimo weekend di feste all'aperto.
Cominciato con un venerdì che più lombardo non si può, e che sa di tradizione,
Brianza da ricordare,
da Biassono con furore,
parcheggi in mezzo agli alberi,
incontri,
vi-prego-tirate-giù-dal-palco-quelli-della-premiazione,
musica di quella buona, quella più vera, quella che ti arriva alle orecchie senza pudore,
bella serata,
adoro-questa-canzone,
cat-eyes,
nuove conoscenze, chiacchiere con una cucciola fortissima che arriva da lontano e che potrebbe essere la mia sorellina più piccola,
adoro conoscere persone così,
un bicchiere di Coca&Rum con lo zucchero di canna che neanche il più imbranato dei barman sarebbe riuscito a mettere insieme una schifezza del genere,
rientri selvatici a notte fonda,

risveglio violento al mattino dopo che tanto io non dormo mai,
sabato di vizi,
pomeriggio in modalità giocherellona,
buon compleanno amico mio, come faccio a volerti così tanto bene?
che sei un cattivo ragazzo, lo sai, ma quando mando a te certi sms non scherzo mai,
altro-giro-altra-serata,
spiritello notturno,
quando siamo lontane per troppo tempo mi manca mia sorella,
fantasia-fantasia-portami-via
piombare nel letto di schianto e addormentarmi di botto è uno dei tratti distintivi del mio carattere,
domenica è da sempre il giorno in cui pago tutte le mie colpe, con due ore di corsa in mezzo ai campi,
e una colonna sonora violenta nelle orecchie,
non-mi-do-tregua.

E adesso settembre butta giù tutta la pioggia che vuoi,
abbiamo maglioni di lana e tempra da vendere,
felpe pesanti e grandi progetti a tenerci al caldo.
Noi siamo pronti.