mercoledì 30 maggio 2012

giovedì 24 maggio 2012




In tanti mi chiedono sempre da dove deriva il mio soprannome.
Ebbene ecco svelato il mistero:
il mio soprannome Amber deriva da un personaggio di beautiful.

Non so chi ha cominciato a chiamarmi così, ma sono quasi certa che non sia stato per una sia per una somiglianza fisica, quanto piuttosto per una affinità spirituale:
condividiamo infatti una innata tamarraggine,
mista alla incredibile abilità di raccontare balle e a vestire in modo sguaiato ed eccessivamente sexy.

Amber é un personaggio molto rock e quantomai equivoco della serie televisiva
Amber arriva da un paesino sperduto nel deserto.
Nata malissimo e cresciuta peggio, è perennemente invischiata in qualche tresca, ha sempre qualche segreto da nascondere e qualche fesso da imbrogliare.
Ha pessimo gusto nel vestire,
abitudini da camionista
e una pericolosa passione per la vodka.
é spegiudicata,
ha una faccia di tolla da far invidia a un falsario
e canta come rockstar da quattro soldi.
é un’esperta in raggiri, imbrogli, tradimenti, bugie, menzogne, intrighi, sotterfugi, danni di ogni tipo e dove passa lei lascia una scia di disastri.
Insomma non é proprio quel che si dice ‘una fanciulla delicatissima’.

Tuttavia é anche capace di slanci emotivi,
é il tipo di persona che paga a caro prezzo tutti i suoi errori e alla quale non vengono fatti sconti
e se qualcuno minaccia le persone a cui vuole bene diventa una belva rabbiosa.
Amber é il genere di ragazza che commette un sacco di sbagli, é vero, ma é anche il tipo di persona alla quale non viene perdonato nulla, a cui nessuno é disposto a dare una chanche.
Per questo il suo personaggio mi é piaciuto a tal punto da sceglierla come mio nick-name.

Perché la verità non é mai una sola,
e la vita é troppo complicata per essere racchiusa in un unico aggettivo.

Segue una carrellata di immagini a tema. =)





















martedì 22 maggio 2012
















... ore 4.04.
la sensazione é quella di cadere dal letto.
un brutto sogno?
capogiro.
senso di nausea.
dove sono?
in-quale-parte-del-mondo-mi-trovo-stanotte?
allungo la mano verso la base del letto per tastarne il materiale.
se è legno sono a casa, se è metallo sono a Milano.
testa o croce?
pochi punti fermi.
quel po' di lucidità gioca a nascondino.
tutto continua a tremare.
una giostrina per niente divertente.
palpebre alzate ma occhi ancora assonnati.
finalmente un po' di coscienza si apre un varco nelle nebbie del mio dormiveglia.
Terremoto.
il display del telefono si illumina.
Facebook mi informa che non ho sognato.
leggere lo sgomento via social mi fa sentire in compagnia.
Ansia condivisa?
risveglio traumatico.
... voglia di sentirmi l'estate sulle braccia...













lunedì 21 maggio 2012









Prendo spunto da un post bellissimo di Single&Sbronza per tornare a parlare di giocattoli.
Non sexy-toys, no, di quelli parleremo un'altra volta!
No, io vorrei tornare a parlare di Barbie.
Perché per tornare a giocarci sarei fuori tempo massimo.

Quando ero piccola non ho avuto la classica infanzia costellata di Barbie,
case della Barbie,
cavallo della Barbie,
marito della Barbie,
cagnolino della Barbie,
i vestiti della Babie,
i tampax della barbie, ecc.

Sono il risultato di due (ex) figli dei fiori, strenuamente ostili a qualsiasi frutto del consumismo.
Mia madre, tanto per capirci, ve la potete immaginare simile alla mamma del ragazzino di 'About a Boy', quella che cucina il pane in casa e quando lui tira la pagnotta nel laghetto ammazza un'anatra.

Quindi andare a chiedere a una così di poter avere una Barbie sarebbe stato un po' come se uno dei figli del reverendo Camden di 'Settimo cielo' gli avesse chiesto di ricevere per Natale un cd di Marilyn Manson, oppure la raccolta completa dei vinili di Ozzy Osbourne.
C'é il rischio di far venire un attacco di cuore al genitore e ritrovarsi orfani ancora prima di rendersene conto.

Ma di queste cose non mi sono mai fatta un problema.
In compenso ho avuto libero accesso a una quantità infinita di ottima musica. Un'infanzia rock.

Quello che mi é pesato davvero é stato il lavoro di mia madre.
Non credo che la gente si renda davvero conto di quanto sia dura essere figli di un'insegnante.
Perché quando hai 13 anni, vorresti essere un po' consolata perché non ti senti carina, oppure perché hai litigato con la tua amica del cuore, oppure perché tuo padre se ne vuole andare di casa, e invece per quanto tu ti senta giù c'é sempre qualche suo alunno che ha problemi più grandi dei tuoi. C'é sempre un qualche stramaledetto studente della sua scuola che ha qualche malattia rara, oppure un genitore in carcere, o qualche altra sciagura in grado di fare sembrare i tuoi problemi come i banali drammi adolescenziali di una ragazzina viziata.
Li ho odiati i suoi studenti. Loro avevano la parte migliore di mia madre, mi sentivo derubata.
Li ho odiati davvero.

Ecco. Allora oggi, almeno per un giorno, vorrei tornare a giocare con un equino plasticoso e fosforescente, come non ho fatto quando avevo 5 anni.






lunedì 14 maggio 2012

Dieci cose che nessuno (o quasi) sa di me.

1 – ho soprannominato la mia auto ‘la super-frivola’ (in omaggio alla biografia di Pamela Des Barres)





2 – ho un’autentica ossessione per qualsiasi oggetto rechi l’effige di un teschio (soprammobili, magliette, bijoux, ecc.). é più forte di me. Se nel raggio di un kilometro c'é un qualsiasi oggetto a forma di teschio, devo averlo.










3 – mi piacciono i film e i libri porno-soft.
Cioé a me gli Harmony non mi hanno mai detto granché.
penso che un genere un po' hard sia molto più interessante e anche che sia un ottimo antidodo contro ogni tipo di tabù e mentalità ristretta. Ce n'é bisogno.







4 – faccio jogging tutti i weekend





5 – colleziono cinture (alcune di quelle che ho nell’armadio non le ho mai indossate, ma non per questo mi piacciono di meno!)

6 – da piccola mi sono rotta il polso destro cadendo dall’altalena.

7 – il mio cibo preferito é il latte (ne bevo quasi due litri al giorno)









8 – non mi sono mai tinta i capelli in vita mia (li ho avuti sia cortissimi che extralunghi ma non gli ho MAI cambiato colore...)









9 – non sopporto le persone che si definiscono 'sfortunate'.
non li tollero proprio.
mi viene un attacco di orticaria solo a sentirli.
Starsene lì a lamentarsi non cambia un cazzo. Datti una mossa e impegnati in quello che per te é importante, e magari la tua vita cambierà.

10 – indosso solo ed esclusivamente biancheria nera. nessun altro colore. però a volte indosso il costume due pezzi al posto dell’intimo. Anche in pieno inverno.